Appunti di fotografia [42] – Evoluzione della fotografia e consigli da Sara Munari

Questi appunti li ho presi ascoltando un’intervista a Sara Munari tenutasi in streaming in un gruppo di fotografia su Facebook di cui purtroppo ho perso i riferimenti. In generale sono riflessioni e consigli dati in base alla sua esperienza fotografica:

Parti della fotografia: scelta dell’autore, vita della fotografia, interpretazione di chi la guarda.

Bianco e nero molto più semplice dello scatto a colori.

Lei insegna al Musa di Monza: http://www.musafotografia.it/

Fino a 30 anni fa, impatto sociale delle fotografie. Consapevolezza di chi la produceva. Oggi quella funzione sociale consapevole è un po’ cambiata. Si produce per istinto, per moda, per diario personale. Prima aveva utilità sociale nei diversi settori fotografici, ora la tendenza è un po’ rivolta verso sé. La fotografia ha una storia talmente breve che non c’è da stupirsi di questa rapida evoluzione.

Consiglio per neo-fotografi: studio, studio, studio. Se fanno una domanda tecnica devi saper rispondere, se fanno una domanda storica devi sapere rispondere.

Appunti di fotografia [24] – Fotografare, prendersi cura del mondo

Scattare una fotografia significa prendersi cura del mondo.
Fotografare significa prendersi cura di tutti noi.
Una buona fotografia non può cambiare il mondo ma una cattiva fotografia può certamente contribuire a peggiorarlo.

Tu non fai solo una fotografia con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai ascoltato e le persone che hai amato. Ansel Adams.
I fotografi sono degli interpreti, fanno trasfigurazioni della realtà.

Credo davvero che esistano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate. Diane Arbus.
La realtà una volta che viene fotografata cambia completamente.

La fotografia non mente ma i bugiardi possono scattare fotografie. Lewis Hine.
Bisogna imparare a dubitare delle immagini.

Fotografie che hanno fatto la storia

Fotografia di DAGUERRE – Parigi 1839.
Quando la fotografia nasce, non può riprendere soggetti dinamici perché aveva bisogno di tempi di posa lunghissimi. Presenza del lustrascarpe e del suo cliente che posano per lui.

Fotografia di EVGUENI KHALDEI. Fotografia ricostruita perché nell’originale era presente un orologio trafugato.

Una cosa esiste solo se viene raccontata.

Fotografia di EADWEARD MUYBRIDGE. 24 macchine fotografiche in fila per rappresentare la corsa dei cavalli.

Fotografia di LEWIS HINE. Un sociologo che fotografa lavoro minorile nel 1908.

Fotografia di ROBERT CAPA. Sbarco in Normandia, 1947. Fotografie sgranate e mosse. Perché un tecnico di laboratorio fa un errore tecnico e dei 12 rullini restano 11 fotografie di quel giorno.

Fotografia di NICK UT. 1972, Vietnam. Bambina nuda per i vestiti bruciati dal napalm. Grazie al potere della comunicazione si comincia a dire basta alla guerra.

Fotografia di ANSEL ADAMS. Paesaggio. Amore per i luoghi. Grandi parchi americani.

Fotografia di GORDON PARKS. Racconta razzismo e separatismo. Washington, 1942. Si rifà ad un quadro famosissimo.

Fotografia di LETIZIA BATTAGLIA. Omicidio a Palermo, 1975. La mafia.

Fotografia di DIANE ARBUS. Bambino a Central Park, 1962. Bimbo che sembra in preda a crisi di nervi. Poi guardando i provini, ci si accorge che la realtà è diversa. Il fotografo vuole raccontarci il proprio punto di vista.

Fotografia di EDDIE ADAMS. Saigon. Un esecuzione nel 1968. Ha generato la morte di una spia.

Fotografia a Pechino, carri armati. Piazza Tienanmen 1989.

Fotografia di SEBASTIAO SALGADO tratta da Genesi. 8 anni per produrlo. Passione e amore, ha ricostruito la terra del padre completamente desertificata. Rimesse piante e ritornati animali.

Fotografare significa mettere in scena. Avere amore per quello che si fa e poter migliorare il mondo.

Appunti tratti dal video https://youtu.be/6REcUdG5JlI, TEDx, Denis Curti.