Appunti di fotografia [46] – Coinvolgere o osservare

Il genio di Richard Avedon stava nel suo essere un grande comunicatore. Tirava fuori il meglio dai suoi soggetti. Io invece osservo. Avedon sapeva parlare alla gente. Sapeva scegliere gli argomenti. Non appena riesci a coinvolgere una persona, la sua faccia cambia. Si anima. Dimentica di essere davanti al fotografo. Si concentra e assume un’espressione più interessante. Io, però, sono talmente impegnata a guardare nell’obiettivo, che non riesco a parlare. Non ho mai avuto quel dono. Ho lo stesso problema con le mie figlie: so che devo interagire di più, so che devo lasciarmi coinvolgere, ma amo restare semplicemente a guardarle.

Tratto dal libro “Fotografie di una vita 1990-2005” di Annie Leibovitz.

Appunti di fotografia [44] – Fotografia e Bianco e nero, Piergiorgio Branzi

Rispondendo alla domanda “come, perché e quando è entrata la fotografia nella tua vita?“, Piergiorgio Branzi dice:

“[…] Per la prima volta, avevano organizzato a Firenze, subito dopo la guerra, una prima mostra di fotografia di Cartier-Bresson. Io conoscevo la fotografia come spettatore, lettore, ma non che cosa era e che cosa si poteva fare […]. Questo complesso di fotografie di Cartier-Bresson evidentemente avevano […] (dato) quasi uno shock. Io avevo una continuità giornaliera con la scrittura, gestivo una libreria che aveva fondato mio padre […], trovare l’oggetto di una macchinetta che riusciva in poche immagini a creare un mondo nuovo ma chiaramente vero, molto più di qualunque altra descrizione vocale. E quindi la imparai a memoria, me la rivedevo […] e quindi volli provare. […] Allora decisi di andare a Parigi a cercare di conoscere Bresson. Era diventata una forma “nervosa” (ossessione), non potevo non vederlo di faccia. Riuscii a trovare l’indirizzo della Magnum e decisi di andare a suonare e chiedere di parlarci. […] Suonai […] e cosa dire? La verità […] “devo vedere Cartier-Bresson” e poi apparve lui. […] Ripartii la stessa sera col cuore in subbuglio.”

E poi un’altra frase mi ha catturato:

“Uno le coglie (le fotografie) a colori e rimangono a colori. Il bianco e nero seguiti a metterci mentalmente il colore e quindi, secondo me, sono più colorate di quelle colorate sulla pellicola stessa, perché ci metti qualcosa di tuo.”

Tratto da “Dritto negli occhi. Conversazioni fotografiche | Un mondo nuovo ma vero. Incontro con Piergiorgio Branzi

La mia piccola biblioteca di fotografia (sempre in aggiornamento)

Ho deciso di pubblicare qui tutti i libri che possiedo inerenti la fotografia. Non sono i libri che consiglio, anche perché alcuni (pochi a dir la verità) non mi hanno entusiasmato, ma solo quelli che ho. Al momento non voglio dare una mia valutazione, ma non si sa mai che prima o poi lo farò.

Sono in ordine sparso, quindi non di preferenza.

  • Sebastião Salgado – Genesi
  • Sebastião Salgado – La mano dell’uomo
  • Sebastião Salgado – Gold
  • Sebastião Salgado – Africa
  • Sebastião Salgado – Amazônia
  • Sebastião Salgado – Dalla mia Terra alla Terra

Si capisce che adoro Salgado? :)

  • Ugo Mulas – La fotografia
  • Susan Sontag – Sulla fotografia
  • Susan Sontag – Davanti al dolore degli altri
  • Roland Barthes – La camera chiara
  • Robert Frank – Gli americani
  • Ansel Adams – La fotocamera
  • William Klein – New York 1954.55
  • Richard Avedon – Fotografie 1946-2004
  • Henri Cartier-Bresson – The Decisive Moment
  • Helmut Newton – Work
  • Helmut Newton & Pirelli – Storia di un calendario censurato
  • Oliviero Toscani – More Than Fifty Years of Magnificent Failures
  • Giovanni Gastel – The People I like
  • Giovanni Gastel – Maschere e spettri
  • Germano Celant – Giovanni Gastel
  • Iago Corazza – I segreti della fotografia di reportage
  • Magnum – La scelta della foto
  • Annie Leibovitz – Immagini 1970-1990
  • Annie Leibovitz – Fotografie di una vita 1990-2005
  • Annie Leibovitz – Ritratti 2005-2016
  • Elliott Erwitt – Personal best
  • Ralph Gibson – Nude
  • Peter Lindbergh – On fashion photography
  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo
  • Robert Capa – Leggermente fuori fuoco
  • Gianni Berengo Gardin – In parole povere
  • Ferdinando Scianna – Autoritratto di un fotografo
  • John Berger – Capire una fotografia

Appunti di fotografia [43] – La buona fotografia, Ugo Mulas – Gianni Berengo Gardin

In realtà la frase che riporto qui di seguito viene detta da Gianni Berengo Gardin in un seminario di Tauvisual che ho visto su Youtube: https://youtu.be/ZUP-a4U2jTg.

L’amico fotografo Ugo Mulas gli ha insegnato una cosa molto importante, gli diceva: “una fotografia bella è una fotografia che mostra una cosa che non dice niente, può essere perfettamente tecnica, a posto, ma non racconta niente. Una buona fotografia può essere leggermente sfocata, leggermente mossa, ma racconta un contenuto e ti dà un’emozione“.

Altri appunti:

Gianni Berengo Gardin con Boubat, Doisneau e soprattutto con Ronis, ha avuto un grande amicizia. La sua fotografia è stata molto influenzata da quei fotografi, soprattutto agli inizi. “Mi dicono spesso che sono il Cartier-Bresson italiano, in realtà sono il Willy Ronis italiano.”
E’ stato l’assistente di Willy Ronis.

Ha detto che ha litigato con Doisneau, costruiva tutte le fotografie chiamando modelli, amici. Anche quella famosa del bacio è costruita! Chiamava comparse.

I fotografi di moda sono creativi. Creano.
Il fotografo di reportage, registra.

Ha 1.800.000 foto in archivio.

Libri consigliati:

  • Paul Strand e Cesare Zavattini. Un paese.
  • Klein. New York -> Tutti hanno imparato a usare i grandangoli dal libro di Klein!!
  • The Americans di Robert Frank

Ha lavorato con Basilico, Scianna, D’Alessandro. Devono essere colleghi con le tue stesse idee.