Appunti di fotografia [64] – La ricetta per una buona fotografia

Per chi segue assiduamente Benedusi e Bertolasi, quanto riporto sotto potrebbe sembrare una ripetizione. Io stesso mi sarei aspettato qualcosa di leggermente diverso dato l’attesissimo ritorno del format “Convivium”, peccato. Se ad esempio rileggete i miei “Appunti fotografici [16]” troverete riflessioni simili. In ogni caso, gli spunti che ho preso da questo podcast sono assolutamente d’oro per tutti coloro che si affacciano da poco nel mondo della fotografia e forse anche per quei fotografi affermati che non hanno ancora capito il senso della fotografia.

Fotografia non è rubare ma è DARE.
Il fotografo deve essere disposto a dare. Avere un atteggiamento mentale per togliere le difese e offrirsi.
Andare in giro e tornare con una fotografia, portando in cambio un oggetto che il fotografato ha donato al fotografo in cambio della fotografia.
La fotografia è uno SCAMBIO.
Quello che fai, deve avere un contenuto.

Tutti possono fare una foto. Ma BISOGNA AVERE QUALCOSA DA DIRE. E’ questo quello che conta: METTERE UN CONTENUTO.

Bisogna instaurare un collegamento con le persone che fotografano.

La fotografia non è la macchina fotografica.
La fotografia è lo strumento attraverso il quale io dico delle cose. Le mie opinioni le traduco in immagine. Io RAGIONO PER IMMAGINI. Che hanno il vantaggio di essere immediate.
Quando uno fa il fotografo, quello che ha prodotto, serve o non serve? Se serve, va bene, se non serve, non va bene.

La fotografia per uno che va in giro a fare click, è l’unico vero problema. Per uno fotografo la fotografia è l’ULTIMO dei problemi, anzi, non è un problema.
Tutta l’operazione è una CATENA. La fotografia è l’ultimo anello. Il click.
E’ TUTTO QUELLO CHE C’E’ PRIMA CHE CONTA!

A te, fotografo, cosa interessa? Qual è il tuo argomento? Cosa ti piace veramente? Qual è la cosa, attraverso il linguaggio “fotografia”, di cui vuoi parlare?
Ma non qualcosa che piacciono a tutti, banali. Solo a te, cosa interessa? E Perché?
Tu, chi sei? Sei disposto ad accettare e a fare vedere quello che sei? Ognuno di noi è unico, ha una sua specificità.
Noi ci adattiamo a dei trend che piacciono a tutti. Sopprimendo la nostra specificità. NO! Bisogna usare la propria specificità per analizzare qualcosa che aderisce alla nostra specificità.
Accetta quello che uno è, e fai quella cosa lì. Inevitabilmente si produrrà qualcosa di interessante, perché unico e autentico.

Bisogna rischiare, essere innovativi. FARE!
Quindi CULTURA, perché bisogna sapere cosa è stato fatto prima, e poi INNOVAZIONE.
Fate l’opposto di quello che fanno tutti.

Appunti tratti dal podcast di Michael Bertolasi con Settimio Benedusi:
https://open.spotify.com/episode/2twmgEWFK77GRjFdv3RcGY

Appunti di fotografia [62] – Non pianificare tutto

Costruire l’immagine con la pancia e non con la progettualità metodica.
Quando fai una fotografia ti devi lasciare andare, non devi pianificare tutto.
Devi cercare un’immagine che deve emozionare.
Questa imperfezione dovuta alla casualità è molto bella…
Lasciarsi andare.
Non fotografare delle scene scontate ma fotografare cercando le piccole emozioni.
Come Ghirri che cercava le emozioni delle imperfezioni.

Tratto dal video della FIAF su Maurizio Galimberti, con Denis Curti: https://www.youtube.com/watch?v=oGRqBVEKG5c

Appunti di fotografia [60] – Perché fotografi?

La fotografia è figlia di un pensiero.

Chiediti perché fotografi.

Perché ti piace? Se la fotografia viene vissuta solo come un piacere, va benissimo. Nessuno vieta di fare fotografie solo perché ci piace, ma questo è solo un primo livello di consapevolezza… forse anche il meno interessante.

Il bello arriva quando si comprende che la fotografia è un mezzo estremamente potente se si ha qualcosa da dire: può parlare di un punto di vista del mondo, delle cose, delle persone in modo semplice e diretto.

Ma essendo un linguaggio, va prima conosciuto, studiato e solo dopo utilizzato.

Oltretutto serve anche avere qualcosa da dire.

E così, come nella vita, quando non si ha nulla di interessante da esporre si può semplicemente restare in silenzio.

La fotografia si fa dalla fronte in su! Occorre pensare… porsi delle domande:
– Perché sto fotografando quello che sto fotografando?
– Cosa penso di quello che vedo?
– Come posso esprimere questo concetto al meglio attraverso la fotografia?

É solo così che la luce, il taglio, la post assumono un senso: tutto diventa funzionale rispetto a ciò che vogliamo dire e non il contrario.

Perché ormai non è più questione di fare una bella fotografia.
Serve avere un punto di vista personale sul mondo, sulle cose e sulle persone e poi imparare, attraverso il linguaggio della fotografia, ad esprimerlo.

Hai veramente qualcosa di interessante da dire?

Se la risposta è sì, la fotografia è un mezzo straordinario per dirlo.

Un’interessante spunto di riflessione tratto da una newsletter di Michael Bertolasi a cui sono iscritto. E’ una cosa che ho sempre sostenuto e che ho sentito ormai tante volte da tutti gli interventi di Settimio Benedusi in giro per il web, ma è un aspetto della fotografia che va sempre ricordato e sottolineato.