Appunti di fotografia [28] – Consigli per migliorare la post-produzione

In realtà questi consigli non parlano assolutamente di come usare meglio i programmi di post-produzione più conosciuti. Quindi se cercate trucchi e segreti per creare foto finte acchiappa-like, non proseguite nella lettura.

Dato che non mi piace mai dare la pappa pronta o la ricettina da seguire passo-passo, ho deciso di riportare qui 5 (s)punti, perché, anche se non vengono spiegati nel dettaglio, danno spazio ad una bella riflessione.

Impara a osservare. Un’osservazione fine e attenta della luce. Capire il range tonale, le sfumature, il calore, il livello di dettaglio (sistema zonale di Ansel Adams).
Osserva le fotografie dei grandi maestri del passato.
Esponi correttamente, non andare a caso “tanto poi c’è il software che fa tutto”.
Conosci il tuo mezzo fotografico, le sue caratteristiche e soprattutto i suoi limiti.
Stampa le tue foto e impara dagli errori.

Appunti presi dal podcast Spotify di Damiano Durante: https://open.spotify.com/episode/5xagANC3N2oJRI523v7d06

Appunti di Fotografia [2] – Quattro immaginari del ritratto

Ogni ritratto rappresenta l’incontro e la sintesi di due immaginari, o di quattro: “Quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte”.

Roland Barthes, La camera chiara, e Giovanni Gastel, The People I like, prefazione di Umberto Frigerio.

Appunti di Fotografia [1] – I consigli sugli obiettivi…

Ho deciso da oggi (forse troppo tardi) di appuntare tutto ciò che mi viene in mente sulla fotografia, da pensieri totalmente MIEI ad annotazioni prese da letture, o ascoltate, o imparate da discorsi di grandi maestri. Anche solo breve frasi che per me hanno molto significato. Qualcosa di molto utile che è un peccato dimenticare.

A voi la prima:

Mi fanno sempre “sorridere” le richieste di consigli sugli obiettivi da acquistare senza definire BENE lo scopo. Non amo dare numeretti “chiavi in mano” a chi impara La fotografia. Secondo me è il miglior modo per farla morire e per standardizzare qualcosa che non è standard.

Ciò dimostra una totale mancanza di cultura, sia in chi fa la domanda, sia in chi dà una risposta.

Gabriele Caracciolo

Tre GRANDI consigli per chi vuole diventare FOTOGRAFO

Voglio regalarvi tre consigli che ritengo possano cambiare drasticamente e in positivo il vostro approccio nella lunga strada per diventare fotografi e possono evitare di farvi buttare via molti soldi inutilmente.

  1. PRIMA si STUDIA e POI si prende in mano una fotocamera o ALMENO fare le due attività in maniera PARALLELA.
  2. NON LEGGERE qua e là su Internet e sui social, ma intraprendi un PERCORSO DI STUDI PRESSO UNA SCUOLA (in presenza è preferibile), questo ti permetterà di ridurre notevolmente i tempi di apprendimento e di evitare di incappare in PRESUNTI SACCENTI…! [1]
  3. CERCA CHI SONO I GRANDI FOTOGRAFI, CON ALMENO 10-15 ANNI DI ESPERIENZA, CHE SI OCCUPANO DEL GENERE FOTOGRAFICO DI TUO INTERESSE e fai corsi specifici/workshop/mentoring 1-1 con loro.

SOLO con la CULTURA e con lo studio avrete una solida base su cui costruire il vostro FUTURO!

Scritto col cuore in mano.

[1] A questo proposito voglio aggiungere che ci sono fondamentalmente due correnti di pensiero che ho appreso da alcuni speech di grandi fotografi:

  • una che dice che le scuole di fotografia attualmente non servono a niente, non preparano nel modo “corretto”, non hanno insegnanti preparati, sono la morte della libera espressione e creatività di un artista. Pertanto ci si può auto-formare guardando i grandi autori, studiando da autodidatta, facendo formazione specifica da grandi fotografi, provando migliaia di volte, sbagliando, fotografando giorno e notte,… Questa strada, che non trovo del tutto errata, la consiglio soltanto a chi non ha le possibilità di iscriversi presso una scuola o, forse, per chi pensa di essersi avvicinato alla fotografia troppo tardi, ma personalmente credo che tutto ciò si possa fare benissimo DOPO aver frequentato una scuola o parallelamente.
  • un’altra che dice che una buona scuola ti dà le basi per affrontare tutto ciò che viene dopo. Nulla vieta, mi ripeto, di intraprendere percorsi da autodidatta DOPO, ad esempio per colmare eventuali lacune o per approfondire aspetti già trattati a scuola.