Non è fondamentale che la persona ritratta si riconosca nella fotografia, perché il fotografo lavora con un suo sguardo, con sua idea, con quello che prova rispetto al soggetto.
In una creazione artistica, che una persona si ritrovi o si piaccia, diventa assolutamente secondario, non per mancanza di rispetto, ma perché, come tutti i processi creativi, anche lo scatto fotografico è dotato di una propria autonomia.

E’ difficile scattare una fotografia?
Nel momento in cui si fanno scelte di composizione, impostazioni della fotocamera, scelgo la situazione e scatto, porto dentro a queste scelte tutto il mio bagaglio emotivo, culturale, tecnico, frutto di anni di lavoro, studio, ed esperienza.
Dentro ogni fotografia ci sono tutte le fotografie che ho visto prima, ci sono tutte le pitture che ho visto, tutta l’arte che ho visto, tutta la natura che ho visto, tutti i rapporti con le persone. Tutto questo è organizzato all’interno di uno scatto che per essere fatto ha bisogno poi di una tecnica […] che si esprime in tante cose che vanno dalla scelta del soggetto, alla composizione, alla scelta del colore, alla luce, al mio punto di vista, al momento in cui lo inquadro. Sono tanti gli elementi che confluiscono in una fotografia.

Riappropriamoci con la slow-art e la slow-photography dei tempi giusti per la visione e la contemplazione delle opere. Riappropriamoci del significato delle parole perché le parole determinano i nostri pensieri, definiscono i nostri sentimenti e danno anima a ciò che l’essere umano prova e pensa.

Appunti presi dal podcast Il processo creativo – Pittori Americani dell’Accademia Fiorentina di Patrizia Genovesi.