Libri di fotografia

Cerchi libri di fotografia? Sei nel posto giusto per trovare ispirazione!

Ho deciso di pubblicare qui tutti i libri che possiedo inerenti la fotografia, la mia piccola biblioteca fotografica! Se hai qualche domanda o vuoi dei consigli per gli acquisti, chiedi pure nei commenti! :)

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Ultimo aggiornamento: 12/03/2024

  1. Alberto Schommer: retratos, 1969-1989
  2. Alessandro Bergamini – Humanity
  3. Annie Leibovitz – Immagini 1970-1990 (ed. multilingua: Annie Leibovitz. The early years 1970-1983. Ediz. inglese, francese e tedesca)
  4. Annie Leibovitz – Fotografie di una vita 1990-2005 (ed. inglese: A Photographer’s Life: 1990-2005)
  5. Annie Leibovitz – Ritratti 2005-2016 (ed. inglese: Annie Leibovitz Portraits: 2005-2016)
  6. Annie Leibovitz – Photographs
  7. Ansel Adams – La fotocamera
  8. Arnold Newman – One Mind’s Eye: The Portraits and Other Photographs of Arnold Newman
  9. Arturo Ghergo – Fotografie 1930-1959
  10. August Sander – Masterpieces
  11. August Sander – Visage d’une époque
  12. Dana Lixenberg – Imperial courts
  13. Diane Arbus. An aperture monograph (ed. inglese: Diane Arbus: An Aperture Monograph)
  14. Diane Arbus. Magazine Work
  15. Dominique Fernandez, Leonardo Sciascia, Ferdinando Scianna (fotografie) – I siciliani
  16. Edward Quinn – Riviera cocktail. Côte d’Azur Jet Set of the 1950s
  17. Edward Quinn: Fotograf, Nizza (ed. inglese: Edward Quinn: A Cote d’Azur Album)
  18. Edward S Curtis – The North American Indian. The Complete Portfolios
  19. Efrem Raimondi, Toni Thorimbert – Vasco Rossi. Tabularasa
  20. Elliott Erwitt – Personal best
  21. Ernst Friedrich – Guerra alla guerra
  22. Ferdinando Scianna – In gioco
  23. Ferdinando Scianna – Istanti di luoghi
  24. Ferdinando Scianna – Cose
  25. Ferdinando Scianna – Memoria, viaggio, racconto
  26. Ferdinando Scianna – Autoritratto di un fotografo
  27. Filippo Maggia – Effetto Araki
  28. Francesco Cito – L’isola al di là dal mare
  29. Francesco Cito – Immagini come parole
  30. Francesco Cito – Sulla Terra chiamata Palestina
  31. Francesco Cito – Francesco Cito Photographer
  32. Franco Fontana – Fullcolor
  33. Gabriele Basilico – Milano
  34. George Hurrell – The Portfolios of George Hurrell
  35. Germano Celant – Giovanni Gastel
  36. Gianni Berengo Gardin – In parole povere
  37. Giovanni Gastel – The People I like
  38. Giovanni Gastel – Maschere e spettri
  39. Guido Harari – Remain in light. 50 anni di fotografie e incontri
  40. Henri Cartier-Bresson – In Cina
  41. Henri Cartier-Bresson – The Decisive Moment (ed. francese: Henri Cartier-Bresson Images A La Sauvette)
  42. Henri Cartier-Bresson: Scrapbook – Fotografie 1932-1946 (ed. inglese: Henri Cartier-Bresson: Scrapbook)
  43. Helmut Newton – Work
  44. Helmut Newton & Pirelli – Storia di un calendario censurato
  45. Iago Corazza – I segreti della fotografia di reportage
  46. Irving Penn – Worlds in a Small Room
  47. Irving Penn – Centennial
  48. Jason Schmidt – Artists
  49. Jason Schmidt – Artists II
  50. Jean Pigozzi – A short visit to planet earth
  51. Jean Pigozzi – ME+CO – The Selfies: 1972-2017
  52. John Berger – Capire una fotografia
  53. Larry Clark – Tulsa
  54. Laura Wilson – Avedon at Work: In the American West
  55. Luigi Ghirri – Kodachrome
  56. Magnum Life. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia
  57. Magnum – La scelta della foto (ed. inglese: Magnum Contact Sheets)
  58. Marc Hom – Profiles
  59. Marc Lagrange – Chocolate
  60. Marc Lagrange – Senza parole
  61. Mario Giacomelli – La figura nera aspetta il bianco
  62. Marzio Toniolo – Un Po Mio
  63. Mauro De Bettio – 40 seasons of humanity
  64. Michael Freeman – L’occhio del fotografo
  65. Nan Goldin – The ballad of sexual dependency
  66. Nicholas Nixon – Live Love Look Last
  67. Oliviero Toscani – More Than Fifty Years of Magnificent Failures
  68. Patrick Demarchelier – Photographs (ed. francese: Patrick Demarchelier)
  69. Paul Nicklen – Born to ice
  70. Peter Lindbergh – On fashion photography
  71. Peter Lindbergh – Shadows on the Wall
  72. Ralph Gibson – Nude
  73. Robert Capa
  74. Robert Capa – Leggermente fuori fuoco
  75. Roland Barthes – La camera chiara
  76. Robert Frank – Gli americani (ed. inglese: The Americans)
  77. Richard Avedon – Fotografie 1946-2004 (ed. inglese: Richard Avedon: Photographs 1946-2004)
  78. Richard Avedon – Relationships
  79. Sebastião Salgado – Genesi (ed. inglese: Sebastião Salgado. Genesis)
  80. Sebastião Salgado – La mano dell’uomo (ed. inglese: Workers: An Archaeology of the Industrial Age)
  81. Sebastião Salgado – Children. I bambini di Exodus
  82. Sebastião Salgado – Gold (ed. multilingua: Sebastião Salgado. Gold)
  83. Sebastião Salgado – Africa
  84. Sebastião Salgado – Amazônia (ed. inglese: Sebastião Salgado. Amazônia)
  85. Sebastião Salgado – Dalla mia Terra alla Terra
  86. Susan Sontag – Sulla fotografia
  87. Susan Sontag – Davanti al dolore degli altri
  88. Tina Barney Photographs: Theaters of Manners: theater of manners
  89. Toni Thorimbert – Carta Stampata
  90. Toni Thorimbert – Proprio da dentro ti voglio e il tuo interno desidero mentre ti guardo
  91. Toni Thorimbert – Seduction of Photography
  92. Toni Thorimbert – Transfert
  93. Ugo Mulas – La fotografia
  94. Ugo Mulas – L’operazione fotografica
  95. Vincent Peters – The light between us
  96. William Klein – New York 1954.55 (ed. inglese: New York 1954.55)
  97. William Klein – PARIGI + KLEIN (ed. inglese: Paris + Klein)
  98. William Klein – Roma (ed. inglese: Rome)

Appunti di fotografia [53] – Mario Cresci – La capacità visionaria

Alla domanda “quanto conta la capacità visionaria nel vedere quello che ci circonda?”, Mario Cresci risponde:

Siamo tutti creativi… Pensate ai bambini quando si esprimono a livello dell’infanzia, ai disegni belli che vengono fuori dai nostri nipotini no? La capacità visionaria credo che sia una qualità che vada difesa e preservata. Nel senso che nasce con noi. […]
La capacità visionaria è la nostra capacità di mantenere in noi il piacere della fantasia e del nostro immaginario che nasce da quando noi nasciamo. E’ la scuola e la formazione e la società che poi ci tolgono questa dote naturale. Io credo che noi nasciamo tutti con grandi capacità creative, chi più chi meno.
Voi pensate per esempio un’altra cosa: io sono un ignorante come una capra per quanto riguarda la cultura musicale. Mio figlio, invece, che è un musicista, e io ho detto “ma non so come hai fatto a nascere con questa… (capacità). E (lui) dice: “perché io ho trovato il piacere di un insegnante che con il flauto dolce mi ha accompagnato nelle scuole medie alla tecnica del suono ma anche al piacere del suonare. No? […] Insomma il problema è coltivare… artisti non si nasce, artisti si diventa diceva Angela Vettese, e non solo Angela Vettese.
E quindi c’è tutto questo discorso che anche nell’ambito della fotografia andrebbe sviluppato, che è quello della conoscenza dell’utilizzo di più linguaggi espressivi ai fini di sviluppare la nostra capacità visionaria, come mi si domandava, che poi possiamo intenderla anche come espressione della nostra creatività, dei nostri sogni che manteniamo dentro di noi.

Vi cito solo un libro che cito spesso, che è questo di Agata Boetti, che dice: il gioco dell’arte con mio padre Alighiero; e lei spiega come da bambina il papà, che questo grandissimo artista, tra parentesi, è vissuto a Torino, poi a Roma […], e dice che lei scrive […] come il papà la portava sempre con sé perché lavoravano insieme. Lei aveva 8 anni, 7, 8, 9, fino a 12 anni e lui la portava con sé e poi le diceva “guarda, io con te sto imparando moltissimo, i disegni che fai, per me, sono linfa vitale.
E nel libro c’è anche questa storia bellissima che […] il papà compra una Rank Xerox, […] erano appena arrivati a Roma nel 72-73 […], compra una Rank Xerox nuova di zecca, fuori piove, e lei dice al padre “che bello sarebbe se potessimo fotocopiare la pioggia”. Il papà la guarda e dice “beh, però non è una cattiva idea, chissà se possiamo fare sta cosa”. Insomma fanno una prova, in realtà non pioveva poi tanto, piovigginava, portano fuori la fotocopiatrice nuova, sulla terrazza e non si sa come riescono a fare le fotocopie della pioggia. Rientrano, felici e contenti e lui dice “però si è rotta la fotocopiatrice”, […] adesso mi tocca farla aggiustare. E lei gli dice “Però siamo stati i primi al mondo a fotocopiare la pioggia” e vanno via contenti e felici come in un bel film. A questo punto per loro l’idea è valsa in maniera paradossale, come dire, a rovinare una macchina, no? E’ molto emblematico questo esempio perché ci fa capire come il piacere della fantasia, dello scoprire, del vivere le cose con il nostro immaginario va al di là di qualsiasi situazione. Ecco questa è un po’ la dimensione dell’arte, anche della generosità, del proprio impegno in un contesto dove non c’è nessun calcolo economico.
Questa dimensione, diciamo soggettiva, molto libera in noi stessi credo che la dobbiamo mantenere. Io ai miei studenti dico sempre questa cosa, di mantenere dentro di loro lo spazio libero della propria immaginazione, al di là delle attività, uno spazio privato, soggettivo che poi diventa esplosivo se la carica creativa è tale da far sì che questo spazio diventi preponderante rispetto allo spazio quotidiano, del nostro vivere quotidiano. Ma noi abbiamo queste due dimensioni, come non siamo più in un solo mondo… I filosofi parlano anche di mondi, quindi i nostri mondi sono tanti. Ecco, entrare nei mondi con il nostro mondo vuol dire anche entrare in una dimensione del non visibile, no? Come diceva Merleau-Ponty, tra il visibile e il non visibile… il tessuto e la forza dell’arte è quella di vivere in questo dualismo. E’ l’espressione di un mondo che noi non vediamo, ma che intuiamo e che creiamo a nostra volta. L’artista, recita Boetti è colui che è capace di mettere al mondo il mondo. E quindi il problema è questo, mettere al mondo il mondo vuol dire che è nostro compito di fotografi, di creativi, di grafici, di coloro che producono immagini, di creare delle immagini che siano una ricerca di senso, come dicevo prima, che è quella della nostra esistenza. Non è solo il click, ma è come fai, perché fai quel click, perché fai quella foto, che significato ha, insomma, senza entrare nelle difficoltà teoriche, ma in sostanza siamo alla ricerca, siamo continuamente alla ricerca del piacere, dell’invenzione, del vedere, del comunicare. Faccio una cosa, non la metto nel cassetto, ma cerco di comunicare e spiegare soprattutto perché l’abbiamo fatta. Questo è importante. Dopo che l’arte si sminuisca in questo modo, perché non è vero che l’artista deleghi all’opera tutto il significato che l’opera deve comunicare agli altri, ma è lui stesso che, finché è in vita, deve cercare di gestire il suo lavoro attraverso i libri, le mostre, gli scritti. Gli scritti… mi viene sempre in mente Luigi Ghirri, che è un punto di riferimento, che i suoi testi a volte sono più importanti delle sue fotografie. Quello che scrive sulla scuola oppure sulle ragioni del suo vedere, che nessun altro fotografo è riuscito mai a scrivere in quel modo così potente, sono affascinanti, sono di straordinaria importanza. Ecco che diventa interessante questo rapporto con la scrittura e l’immagine e tutta una serie di reti connesse.

Appunti tratti dal video FIAF “Conversazione con Mario Cresci”: https://youtu.be/6O-94XpUpuw