Appunti di fotografia [56] – Il bello di mostrare le tue fotografie

Trovo che uno degli aspetti più belli di mostrare una serie di fotografie, non sia avere la conferma che queste siano apprezzate, ma sia quello di osservare le reazioni delle persone, capire quali messaggi sono stati compresi, sapere quale secondo loro è la “migliore” e perché, e analizzare la mia reazione quando la mia foto preferita non è la preferita degli altri.

Gabriele Caracciolo

Appunti di fotografia [50] – La passione fotografica

I seguenti appunti sono stati presi durante il webinar online FIAF “Dalla passione fotografica al percorso autoriale – Parte 1” del 18/2/2022.

Introduzione di Claudia Ioan: Cos’è la passione fotografica?
La scoperta della fotografia.
Dalla scoperta alla conoscenza, al confronto, alla crescita.
Scoperta che genera passione.
Una serie di step.
Una rivelazione, una scoperta fulminante.
Anche un processo graduale.
Processo di innamoramento.
Processo di apprendimento.
Italo Zannier -> La fotografia è l’unica arte che poggia su una tecnologia.
Aspetto importante del mezzo.
La necessità di esprimersi passa attraverso la necessità di padroneggiare il mezzo e anche la tecnica.
Passaggio che richiede esercizio e dedizione.
Prima fase in cui c’è l’esigenza di far diventare il mezzo un prolungamento naturale del nostro corpo. Finché siamo troppo consapevoli di avere in mano un oggetto da conoscere e dominare, abbiamo ancora un filtro nei confronti della realtà.
Ne “La camera chiara” di Bartes: l’organo principale del fotografo non è la vista ma il dito. Corporeità allargata in cui la macchina diventa un tuttuno con il fotografo.

Quando cominciamo a fotografare, cambiamo noi e ciò ci rende esseri differenti.
Avere una macchina fotografica in mano incentiva la ricerca di un’idea. La ricerca diventa attiva.
Il fotografo cerca qualcosa nella realtà.
Siamo mossi da qualcosa di molto interiore o da concetti che vogliamo andare a rappresentare.

Riflettiamo tutti su come cambiamo nel momento in cui abbracciamo la fotografia, quindi quando la adottiamo come una nostra modalità espressiva.
L’atto fotografico è molto complesso, è fatto di scelte. Di selezione che affiniamo educando lo sguardo. 
E’ un bel processo, appassionante. E’ un innamoramento.
La relazione nuova che stabiliamo tra noi e il mondo.
La fotografia non è un semplice atto, è un’esperienza.

Segue Silvano Bicocchi che parte da una frase di Philip-Lorca DiCorcia:
“la fotografia è come una lingua straniera che tutti pensano di poter parlare.”
La fotografia è qualcosa di connaturale (proprio o conforme per disposizione naturale).

La passione può entrare nella vita delle persone.
Frase di Stanislao Farri (fotografo reggiano): “La fotografia non mi ha mai tradito”, era una conferma di passione. Con la fotografia non aveva mai perso tempo.
Era uno stile di vita.

Ognuno ha la propria storia.
Fuoco che ha acceso questa passione.
Sappiamo quanto sono importanti le prime fotografie.
Possono apparire ingenue.
Ma hanno accompagnato il formarsi della passione.
Le prime fotografie sono molto importanti. In esse si esprimono i caratteri spontanei dell’identità artistica. Si mostra l’innato. Poi l’uomo entra nel ciclo culturale e si trasforma. E’ inevitabile.

L’attrazione del fotografare che dal problema della scelta visiva porta a vedere nell’immagine fotografica la nostra visione del mondo e quella degli altri, lo si vede quando qualcuno con cellulare si mette a scegliere il modo di fotografare. Non sa niente di fotografia ma è innamorato della fotografia. Si pone il problema di rappresentare come gli piace, non guarda e scatta.
Attrazione fatale verso la macchina fotografica e i vari accessori.

Cercare una propria visione del mondo o vedere la visione degli altri. Anche questa è passione. In questo incontro, scoprire noi stessi.
Quando vediamo una mostra, vediamo come gli altri hanno affrontato temi che probabilmente noi abbiamo affrontato e ci accorgiamo di che mistero sia l’uomo.

(Una parentesi mia: sentendo parlare poi Gigi Montali che descriveva i suoi inizi, mi è venuto in mente di quando partivo per un campo scout o per una vacanza, mio papà mi comprava i rullini, e io facevo il conto di quante fotografie avessi potuto fare ogni giorno.)

Abbandonare la foto singola e dedicarsi al racconto.
Il confronto con gli altri, il commento delle foto è molto importante.

Francesca Artoni.
Un passato a riordinare le fotografie di famiglia.
Energia inespressa.
Poi la prima reflex.

Appunti di fotografia [24] – Fotografare, prendersi cura del mondo

Scattare una fotografia significa prendersi cura del mondo.
Fotografare significa prendersi cura di tutti noi.
Una buona fotografia non può cambiare il mondo ma una cattiva fotografia può certamente contribuire a peggiorarlo.

Tu non fai solo una fotografia con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai ascoltato e le persone che hai amato. Ansel Adams.
I fotografi sono degli interpreti, fanno trasfigurazioni della realtà.

Credo davvero che esistano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate. Diane Arbus.
La realtà una volta che viene fotografata cambia completamente.

La fotografia non mente ma i bugiardi possono scattare fotografie. Lewis Hine.
Bisogna imparare a dubitare delle immagini.

Fotografie che hanno fatto la storia

Fotografia di DAGUERRE – Parigi 1839.
Quando la fotografia nasce, non può riprendere soggetti dinamici perché aveva bisogno di tempi di posa lunghissimi. Presenza del lustrascarpe e del suo cliente che posano per lui.

Fotografia di EVGUENI KHALDEI. Fotografia ricostruita perché nell’originale era presente un orologio trafugato.

Una cosa esiste solo se viene raccontata.

Fotografia di EADWEARD MUYBRIDGE. 24 macchine fotografiche in fila per rappresentare la corsa dei cavalli.

Fotografia di LEWIS HINE. Un sociologo che fotografa lavoro minorile nel 1908.

Fotografia di ROBERT CAPA. Sbarco in Normandia, 1947. Fotografie sgranate e mosse. Perché un tecnico di laboratorio fa un errore tecnico e dei 12 rullini restano 11 fotografie di quel giorno.

Fotografia di NICK UT. 1972, Vietnam. Bambina nuda per i vestiti bruciati dal napalm. Grazie al potere della comunicazione si comincia a dire basta alla guerra.

Fotografia di ANSEL ADAMS. Paesaggio. Amore per i luoghi. Grandi parchi americani.

Fotografia di GORDON PARKS. Racconta razzismo e separatismo. Washington, 1942. Si rifà ad un quadro famosissimo.

Fotografia di LETIZIA BATTAGLIA. Omicidio a Palermo, 1975. La mafia.

Fotografia di DIANE ARBUS. Bambino a Central Park, 1962. Bimbo che sembra in preda a crisi di nervi. Poi guardando i provini, ci si accorge che la realtà è diversa. Il fotografo vuole raccontarci il proprio punto di vista.

Fotografia di EDDIE ADAMS. Saigon. Un esecuzione nel 1968. Ha generato la morte di una spia.

Fotografia a Pechino, carri armati. Piazza Tienanmen 1989.

Fotografia di SEBASTIAO SALGADO tratta da Genesi. 8 anni per produrlo. Passione e amore, ha ricostruito la terra del padre completamente desertificata. Rimesse piante e ritornati animali.

Fotografare significa mettere in scena. Avere amore per quello che si fa e poter migliorare il mondo.

Appunti tratti dal video https://youtu.be/6REcUdG5JlI, TEDx, Denis Curti.