Appunti di fotografia [90] – Illuminare un volto…

[…] illuminare un volto vuol dire innanzi tutto significare la persona, darle una voce ma sopratutto, prendersene cura.

È nostro dovere cercare l’angolazione migliore per far si che la luce sottolinei ciò che vogliamo dire.

[…] l’importanza della luce. Perché quando comprendi quanto è potente e come utilizzarla, la fotografia diventa la più grande occasione per poter raccontare il mondo, dipingendolo sotto la luce che vuoi.

Tre bellissime frasi sul ritratto, tratte dalla newsletter di Michael Bertolasi del 21 novembre 2022.

Appunti di fotografia [65] – Ferdinando Scianna

Dopo aver visto la mostra di Ferdinando Scianna a Palazzo Reale a Milano, mi sono rimaste nel cuore queste sue frasi:

Non ho mai creduto alle specializzazioni, specialmente per un fotografo. Fotografo di moda, paesaggista, ritrattista, antropologo. Non capisco che cosa voglia dire. Un fotografo è uno che guarda cercando di vedere, il senso, la forma, le emozioni che offre il mondo. Anche le cose le guardo, le fotografo, sempre da reporter, certo non da specialista di
still life, come si dice.

Mio nonno faceva il falegname. La materia prima del suo essere artigiano era il legno. Si può dire che la materia prima di un fotografo è la luce. La luce che colpisce le cose, gli uomini nel mondo e permette al fotografo di vederlo, di leggerlo. Il fotografo legge il mondo, lo interpreta, non lo scrive. Ma la maniera in cui un fotografo legge il mondo attraverso la luce è
determinata dalla realtà in cui si è formata la sua coscienza visiva ed esistenziale. C’entra molto il luogo in cui è nato e cresciuto e anche il paesaggio estetico e psicologico che la luce determina.

Non pretendo, non lo pretendo più, di cambiare il mondo con le fotografie. Mi ostino a credere, però, che le cattive fotografie lo peggiorano.

Più che scrivere con la luce, fotografare è leggere ciò che il mondo ha scritto con la luce…

Sono più orgoglioso delle foto che amo che di quelle che faccio.

Ferdinando Scianna

Appunti di fotografia [26] – Il seeing (astrofotografia)

Come dice Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Seeing):

In astronomia, con il termine seeing (dall’inglese to see = vedere) ci si riferisce a diversi fenomeni dovuti principalmente all’atmosfera terrestre che peggiorano l’immagine di oggetti astronomici, in luce ottica ed infrarosso. Le condizioni di seeing per una determinata notte e località descrivono quanto l’atmosfera terrestre perturba (a seconda della turbolenza e temperatura) l’immagine dei corpi celesti osservati.

E’ una variabile da tenere molto in considerazione quando si vogliono pianificare sessioni di astrofotografia.

Sono molto utili App sul meteo per avere un quadro generale, ma, purtroppo, ciò di cui queste non tengono conto è il Seeing locale, cioè tutto quello che succede nell’aria in prossimità del nostro dispositivo di acquisizione: correnti d’aria generate da strutture architettoniche, rilascio di calore dall’asfalto, tetti, tende, o ad esempio il mare che si raffredda dopo il tramonto produce uno scambio termico con l’atmosfera in prossimità dell’orizzonte. Per questo motivo occorre sempre verificare dal proprio strumento la presenza di tali fattori.

Voglio riportare un trucchetto (che devo ancora testare) per capire le condizioni meteo senza usare App, letto su un gruppo FB di astrofotografia:

Guardavamo le scie degli aerei di linea all’imbrunire. Se erano lunghe e persistenti, la notte prometteva bene…

In questo altro mio post trovate un elenco di App utili per l’astrofotografia (o la semplice osservazione): https://www.gabrielecaracciolo.com/?p=30864

Appunti di fotografia [25] – Fotografi e fotografia di ritratto

Il video da cui ho preso questi appunti non mi ha soddisfatto del tutto, fondamentalmente perché secondo me prima di descrivere i tipi di ritratto, di luce, di tagli,… bisognerebbe partire dalle motivazioni che stanno dietro il tipo di soluzione adottata, però ho voluto ugualmente trascriverli. Sono molto schematici e da prendere alcune parti con le pinze.

Studiare storia della fotografia.

Allenare la curiosità.

Ritratti. Ritratto formale, ritratto ambientato, chiave alta (salute e benessere), ritratto emotivo, ritratto moda (fashion portrait), ritratti di reportage, ritratti in fotografia sportiva (dal basso verso l’alto, simbolo di autorevolezza), autoritratto, fototessera.

Tipi di luce. Luce diretta, luce dall’alto (luce del sole a mezzogiorno e laterale alta), luce rembrant, luce laterale (mette in evidenza tutti i difetti!).

Tagli fotografici: primo piano, piano americano, figura intera, se tagliamo all’anca: piano italiano, poi primissimo piano, dettaglio.

Bodyscape (usare il corpo per fare un paesaggio, luce di taglio che evidenzia texture)

Punti di vista: esterno, interno (il fotografo si denuncia come presente), onniscente (perché si capisce ciascun elemento della foto. Si capiscono le singole situazioni, ma non si capisce l’interezza della scena. Solo il fotografo la sa).

Ormai esiste qualsiasi foto. Quello su cui bisogna puntare è il COME fotografare quella cosa.

Usare il corpo delle persone per ritrarre altri oggetti poggiati su di esso.

Fotografi:
– Nan Goldin
– Francesca Woodman
– Vivian Mayer
– Cindy Sherman
– Nikki S. Lee Projects
– Shizuka Yokomizo
– Avedon
– Terry Richardson
– David LaChapelle
– James Mollison

Chiedersi sempre che cosa c’è intorno a una foto: la foto è sempre realtà, ma non sempre è verità.

Domandarsi cosa ha provato il fotografo.

Appunti presi dal video su fotografi e fotografe di ritratto: https://www.youtube.com/watch?v=c7LFDtfh14o