Per chi segue assiduamente Benedusi e Bertolasi, quanto riporto sotto potrebbe sembrare una ripetizione. Io stesso mi sarei aspettato qualcosa di leggermente diverso dato l’attesissimo ritorno del format “Convivium”, peccato. Se ad esempio rileggete i miei “Appunti fotografici [16]” troverete riflessioni simili. In ogni caso, gli spunti che ho preso da questo podcast sono assolutamente d’oro per tutti coloro che si affacciano da poco nel mondo della fotografia e forse anche per quei fotografi affermati che non hanno ancora capito il senso della fotografia.

Fotografia non è rubare ma è DARE.
Il fotografo deve essere disposto a dare. Avere un atteggiamento mentale per togliere le difese e offrirsi.
Andare in giro e tornare con una fotografia, portando in cambio un oggetto che il fotografato ha donato al fotografo in cambio della fotografia.
La fotografia è uno SCAMBIO.
Quello che fai, deve avere un contenuto.

Tutti possono fare una foto. Ma BISOGNA AVERE QUALCOSA DA DIRE. E’ questo quello che conta: METTERE UN CONTENUTO.

Bisogna instaurare un collegamento con le persone che fotografano.

La fotografia non è la macchina fotografica.
La fotografia è lo strumento attraverso il quale io dico delle cose. Le mie opinioni le traduco in immagine. Io RAGIONO PER IMMAGINI. Che hanno il vantaggio di essere immediate.
Quando uno fa il fotografo, quello che ha prodotto, serve o non serve? Se serve, va bene, se non serve, non va bene.

La fotografia per uno che va in giro a fare click, è l’unico vero problema. Per uno fotografo la fotografia è l’ULTIMO dei problemi, anzi, non è un problema.
Tutta l’operazione è una CATENA. La fotografia è l’ultimo anello. Il click.
E’ TUTTO QUELLO CHE C’E’ PRIMA CHE CONTA!

A te, fotografo, cosa interessa? Qual è il tuo argomento? Cosa ti piace veramente? Qual è la cosa, attraverso il linguaggio “fotografia”, di cui vuoi parlare?
Ma non qualcosa che piacciono a tutti, banali. Solo a te, cosa interessa? E Perché?
Tu, chi sei? Sei disposto ad accettare e a fare vedere quello che sei? Ognuno di noi è unico, ha una sua specificità.
Noi ci adattiamo a dei trend che piacciono a tutti. Sopprimendo la nostra specificità. NO! Bisogna usare la propria specificità per analizzare qualcosa che aderisce alla nostra specificità.
Accetta quello che uno è, e fai quella cosa lì. Inevitabilmente si produrrà qualcosa di interessante, perché unico e autentico.

Bisogna rischiare, essere innovativi. FARE!
Quindi CULTURA, perché bisogna sapere cosa è stato fatto prima, e poi INNOVAZIONE.
Fate l’opposto di quello che fanno tutti.

Appunti tratti dal podcast di Michael Bertolasi con Settimio Benedusi:
https://open.spotify.com/episode/2twmgEWFK77GRjFdv3RcGY